Daniela Balsamo

Daniela Balsamo

Daniela Balsamo nasce a Palermo nel 1970.

Conseguita la maturità artistica, si trasferisce a Firenze dove frequenta il corso di fashion design presso Polimoda, scuola di alta formazione per la moda e il design al termine della quale, nel 1991, vince una borsa di studio che la porta  al FIT, Fashion Institute of Technology di New York  per  approfondire le tecniche  di Fashion illustration.  Dopo vari anni di lavoro nel mondo della moda,  decide di tornare a Palermo dove frequenta il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti, avvicinandosi sempre più al mondo del teatro.

Inizia così un intenso ed esaltante  periodo di lavoro che, spaziando dalla scenografia ai costumi, la vede dal 1997 al 2002,  impegnata in importanti allestimenti teatrali. Sono, infatti, anni di prestigiose collaborazioni con  registi internazionali del calibro di Peter Greenaway e Bob Wilson con i quali partecipa alla produzione sia di spettacoli che di installazioni  a cui faranno seguito tournèe internazionali .  Si trasferisce a  Roma per seguire l’intensa attività teatrale e qui s’immerge nel mondo dell’editoria di moda come fashion stylist e illustratrice.

Nel 2005 ritorna a Palermo dove si stabilisce definitivamente: insegna disegno di moda e fashion styling  presso la sede siciliana dell’Accademia del Lusso e collabora come costumista per diverse produzioni teatrali e cinematografiche. Dal 2008  la sua ricerca artistica si intensifica: l’intento è quello di spingersi verso una lettura su più livelli dell’opera, sviluppando, in questa fase, una particolare tecnica di collage. Con documenti e diari dei soggetti ritratti, crea tavole di grandi dimensioni. Conclusa la sperimentazione con la carta, la Balsamo approfondisce la tecnica della pittura ad olio, creando sempre nuovi linguaggi alla ricerca dell’essenza della pura pittura. Numerose sono le mostre personali e collettive  che su territorio nazionale che l’hanno vista protagonista. Nelle sue ultime produzioni, i soggetti sono  racconti di scene intime, domestiche, spesso interni, scorci di vita, oggetti. Tuttavia, l’apparente tranquillità di oggetti e personaggi ad una più acuta osservazione, cede il posto alla decadenza, non si sottrae alla memoria, al contrario ne diventa testimone. La materia che si deteriora porta con sé la ricchezza del tempo, dell’esperienza, delle storie di cui è stata protagonista. Soggetti che sembrano saltar fuori da fotografie ingiallite e bauli ammuffiti, in cui il colore diviene protagonista e portatore di una luce potente e teatrale.